Microracconti, Storie

Fare finta di leggere

Ti siedi al tavolino di un bar del centro. Ordini un cappuccino o un succo di frutta. Per evitare di essere disturbato ti porti un libro e fai finta di studiare, di sottolineare, di rileggere. Ma il libro ti serve solo per osservare meglio. La scena del traffico. Il semaforo che diventa verde e partono prima le biciclette e i motorini assieme all’autobus e poi le macchine dietro, indispettite, in fila, qualcuno suona il clacson. Nel frattempo le signore anziane, i bambini e le mamme, i ragazzi che ascoltano la musica nelle cuffiette, le ragazze che si frugano nella borsetta, i bancari vestiti di tutto punto, tutti aspettano un altro verde alla fermata pedonale. Nella piazza si incontrano due coppie, due ragazzi e due ragazze, con le cartelle della scuola. Parlottano, stanno decidendo se entrare a scuola oppure andare da qualche parte a passare la mattina, imboscati a giocare con i videogiochi al bar, a fumare in un parchetto, a baciarsi. Una macchina inchioda e quella dietro suona il clacson, ma è solo un attimo e il flusso ricomincia. Ancora autobus e macchine e motorini e pedoni e piccioni che si alzano in volo e camerieri che puliscono i tavoli e fanno caffè e spremute. La sirena dei carabinieri passa e si allontana.