provo a ricordarmi il gelso
Provo a ricordarmi il gelso. Il gelso che hanno segato senza pensarci. Il gelso che è stato un pezzo della mia vita e che adesso non c'è più. Mi appoggiavo a una pietra o alla ringhiera del parcheggio e mettevo un piede nel buco della corteccia. Un buco tondo e profondo come una specie di forno nella pancia del gelso. A volte ci nascondevano qualcosa. Una bottiglia, giornaletti porno, spazzatura. Dentro cresceva la terra. I bachi strisciavano nel buio e mangiavano la corteccia trasformandola in terra. Un albero meraviglioso e antico che produce terra morbida, fertile, profumata. Con la punta del piede nel buco mi aggrappavo all'incavo tra due dei grossi, giganteschi rami tozzi. I gelsi dell'Emilia sono deformati dai contadini che li potano per usare gli sprocchi elastici per tenere su le viti. Questi gelsi crescono ancora in riva alle strade asfaltate e fanno dei filari che vanno su verso colline basse, verso chiesette, verso ville, verso casolari abbandonati o verso il niente, verso quartieri cresciuti più svelti della campagna. Questi gelsi hanno la forma di una mano con il tronco tozzo che è il polso, e il dorso e questi rami tozzi e deformi che sono le dita, e i rami nuovi che sono le unghie lunghissime che graffiano il cielo. Questi rami graffiano il cielo grigio di ottobre in Emilia e fanno piovere e strappano giù la nebbia dalle nuvole fisse. E a volte sembrano pugni arrabbiati contro il cielo e altre volte sembrano mani che chiedono qualcosa in elemosina o cercano qualcosa verso l'alto, molto più raramente sembrano mani che pregano. Appoggiavo le mani su un nodo bello levigato e mi buttavo su con il petto, su fino alla pancia. C'era allora quel momento lì che mi sentivo come l'orso della storia incastrato dentro al tronco per provare a rubare il miele. Con le gambe a penzoloni nel vuoto e la testa e il petto sopra l'albero. Poi un bel colpo di reni o anche due o tre e ero su.

Matteo Martignoni. Copywriting e scrittura creativa: Ho 30 anni e vivo in provincia di Parma. Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione nel 2005 con una tesi di semiotica del cinema. Ho collaborato a progetti di comunicazione e promozione pubblicitaria a livello locale e nazionale. Mi piacciono la tv spazzatura, la cultura orientale e le piante grasse. Sono allergico alle muffe e ai peli di gatto e non mangio mai carne. Scrivo per piacere e per lavoro. 