Cosa mi immaginavo del futuro

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Io dell'anno duemila quando ero bambino mi immaginavo un sacco di cose. Mi immaginavo le macchine volanti e la gente che viveva sotto le cupole di vetro e le case con dentro certi mobili di plastica colorata e la gente vestita con delle tutine sintetiche colorate anche quelle lì. Mi immaginavo queste cose e provavo a pensare anche a me stesso nell'anno duemila. Sapevo solo che se c'arrivavo al duemila avrei avuto ventun anni. Adesso siamo nel 2010, di anni ne ho 30. L'umanità ne ha fatti di progressi gente sulla luna, satelliti, macchine a idrogeno, la mappatura del genoma umano, clonare le pecore in serie, fare i conigli fosforescenti, fare certi telefoni minuscoli e certi computer minuscoli che invece il primo computer era grande come un grattacielo e faceva quello che oggi fa una calcolatrice o almeno così dice la leggenda metropolitana. Tutto questo per dire che molte cose da piccolo mi immaginavo del futuro, macchine volanti e un sacco di altre cose e qualcuna di queste cose l'ho anche vista, tipo il presidente degli Stati Uniti che è uno di colore. Però una cosa non la potevo immaginare, non potevo immaginare che oggi fosse così difficile cambiare una lampadina di un fanale anabbagliante della mia punto naturalpower del 2003. Che oggi pomeriggio ci sono stato su un'ora con mio babbo e c'era freddo e c'era buio. Vanno fatte certe operazioni minuziose tipo sganciare una molla e svitare una ghiera e riavvitarla con una precisione chirurgica che ti viene da chiederti se non c'era un modo meno complicato di fare i fanali di una macchina, invece di star li a brancolare nel buio visto che tutto questo va fatto con le dita di una mano ma senza vedere niente di quello che si fa. Ma non perdiamo la fede nelle sorti positive dell'umanità, non per così poco, perché magari nei modelli dopo della punto la Fiat ha risolto questi meccanismi un po' fastidiosi in cui deve incorrere chi fonde una lampadina di un fanale anabbagliante e vuole cambiarsela da solo, che mi sembra una cosa così da poco che non c'è da scomodare un elettrauto. Io però devo dirlo che non ce l'ho fatta, dopo un'ora di gira e svita e sposta i fili e occhio alla molla e non toccare la lampada che sennò si rovina e occhio alla ghiera e facciamo una prova e togliti i guanti e mettiti i guanti. Io alla fine ho rinunciato perché era tardi e dovevo andare in casa a cucinare una torta di mele.

Commenti

avatar Cantor
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sono commosso è bello scoprire quasi per caso dei giovani talenti mi da fiducia
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avatar Matteo
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grazie mille della visita Cantor
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avatar Manu
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E' venuta poi buona la torta di mele ? ;)
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avatar Matteo
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Certo! e rigorosamente vegan
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avatar Giovanni
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Grandioso! Esattamente quello che ho sempre pensato io (che di anni ne ho 44 e le macchine volanti che sognavo da piccolo non si sono viste).
Ho una Toyota.. picolina, troppo piccola. Le mani non entrano per cambiare la lampadina e così dopo 2 ore di inutili prove la porto dal meccanico, ufff; il meccanico prova solo per un oretta, poi prende uno strumento stranissimo (appena arrivato dal giappone immagino) e cambia la lampadina. In passato ho avuta una vecchia fiat 500, le lampadine si cambiavano come quele del lampadario di casa. :-)
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Chi sono

matteo martignoni sa scrivere per la pubblicitàMatteo Martignoni. Copywriting e scrittura creativa: Ho 30 anni e vivo in provincia di Parma. Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione nel 2005 con una tesi di semiotica del cinema. Ho collaborato a progetti di comunicazione e promozione pubblicitaria a livello locale e nazionale. Mi piacciono la tv spazzatura, la cultura orientale e le piante grasse. Sono allergico alle muffe e ai peli di gatto e non mangio mai carne. Scrivo per piacere e per lavoro. Qui puoi scaricare il mio cv.

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