C'era un muratore di Monticelli Terme. Da giovane aveva fatto il marinaio e girato un po' il mondo. Quando poi è andato in pensione con la moglie ha preso in affitto una casa in campagna sulla strada per Traversetolo e passava i giorni nell'orto.
Aveva anche una rimessa in cui teneva roba varia (cassette di legno per la frutta, bottoni, scarpe vecchie, latte di pittura, maglioni di lana pieni di buchi) perché come tanti anziani aveva il vizio di non buttare via niente.
Diceva alla moglie che le cose son come gli uomini e che devono trovare il loro posto al mondo e fino a quando non l'hanno trovato non stanno ferme.
Poi una mattina è andato nel suo orto a curare le zucchine e ha visto che c'era qualcuno fermo nella terra appena smossa. Quando ha guardando un po' più da vicino ha visto che era uno spaventapasseri.
Questo spaventapasseri nato dal giorno alla notte era fatto con quella roba che il muratore teneva ammucchiata nella rimessa. Ai piedi aveva delle suole che venivano dalle scarpe vecchie mentre il corpo era fatto di vecchi legni e c'era una cassetta al posto del petto.
E questo legno aveva cercato il suo posto nel mondo e aveva trovato il modo di tornare alle sue origini tanto che adesso su quelle mani di spaventapasseri e dentro a quel petto vuoto erano cresciute delle piantine. La testa del pupazzo invece era di feltro fatto con la lana dei vecchi maglioni.
La gente veniva dai paesi vicini, persino da Parma e da Montecchio, per vedere il miracolo dello spaventapasseri e per imparare che le cose non si buttano mai via e che tutti prima o poi dobbiamo trovare il nostro posto al mondo.




Matteo Martignoni. Copywriting e scrittura creativa: Ho 30 anni e vivo in provincia di Parma. Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione nel 2005 con una tesi di semiotica del cinema. Ho collaborato a progetti di comunicazione e promozione pubblicitaria a livello locale e nazionale. Mi piacciono la tv spazzatura, la cultura orientale e le piante grasse. Sono allergico alle muffe e ai peli di gatto e non mangio mai carne. Scrivo per piacere e per lavoro. 