A colori

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La seconda guerra mondiale io da piccolo me la immaginavo tutta in bianco e nero. Gli avvenimenti, le facce della gente me le immaginavo tutte in bianco e nero. È una cosa ridicola perchè ad esempio gli antichi romani che li avevo fatti in terza invece me li immaginavo a colori. La colpa si fa per dire è dei film d'epoca. Pensate tipo a Il giorno più lungo o Paisà o Roma città aperta. Niente da dire, dei gran film. Son quelli lì i film che c'hanno fatto una memoria sulla guerra a noi che non c'eravamo. A me che non c'avevo dei nonni che me la raccontavano. E allora poi la memoria veniva su indisturbata, ma in bianco e nero.

 

Poi una volta ho visto uno speciale su Chaplin alla tivù. Chaplin è un altro di quelli che faceva dei film in bianco e nero. Ma c'è un documentario girato da suo figlio, un documentario che mostra il backstage de Il grande dittatore. C'avete presente il film con Chaplin che fa un barbiere che lo scambiano per Hitler. Un film gigante, un film in bianco e nero. Ecco che però il documentario girato da suo figlio è a colori. Doveva essere una delle prime pellicole a colori. Si vedevano proprio le scenografie del film e la gente, i vestiti, i mattoni delle case erano a colori. È stato come se mi è caduto un pianoforte in testa. Per un attimo il mio cervello a realizzato che Chaplin viveva in un mondo a colori.
Se avete presente c'è anche un filmino di Hitler in montagna con l'Eva Brown e dell'altra gente. Sono in Baviera, su una terrazza che ridono e parlano. È a colori, ecco che anche lì ti stupisci che ci sono i colori. Dietro a Hitler c'è il cielo azzurro, e lui c'hai i capelli tinti e una giacca verdeblu e un cappello di velluto marrone tipo Mr.Magoo. Non sembra neanche un assassino. Sembra un coglione quello si, ma un coglione qualsiasi. Non un criminale.

Guardate che non è una cosa così facile da capire e da spiegare. La memoria funziona in una maniera strana. Ma da quel momento lì tutte le immagini della mia testa. I partigiani sulle montagne, il duce che scappa verso la Svizzera, i campi di concentramento, gli aerei inglesi per aria, le ferrovie bombardate, le case dell'Oriola sventrate. Tutti quei ricordi che io avevo raccolto dai film e dalle foto della guerra, all'improvviso si sono colorati. E una cosa colorata a quel punto lì è una cosa più vera. Una cosa con cui ti tocca fare i conti.

(discorso per megafono e voce che sarebbe stato da leggere il 24 aprile in occasione della terza ciclocippi. rimandata pr pioggia)

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Aprile 2010 09:30 )  

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Chi sono

matteo martignoni sa scrivere per la pubblicitàMatteo Martignoni. Copywriting e scrittura creativa: Ho 30 anni e vivo in provincia di Parma. Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione nel 2005 con una tesi di semiotica del cinema. Ho collaborato a progetti di comunicazione e promozione pubblicitaria a livello locale e nazionale. Mi piacciono la tv spazzatura, la cultura orientale e le piante grasse. Sono allergico alle muffe e ai peli di gatto e non mangio mai carne. Scrivo per piacere e per lavoro. Qui puoi scaricare il mio cv.

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